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I filosofi di questo capitolo.
     
Averro (vedi ibn Rushd).

Avicebron (vedi ibn Gabirol).

Avicenna (vedi ibn Sina).

Budda (Gautamo Siddharta) (565-486 avanti Cristo).  La tradizione
vuole  che  quando Siddharta infante fu presentato  al  tempio,  il
sacerdote riconobbe in lui i connotati dell'Uomo Cosmico. Il padre,
temendo  che  il  figlio scegliesse la via dell'ascesi,  invece  di
quella  della  regalit  universale, cui  era  destinato,  lo  fece
allevare in un parco meraviglioso, lontano dalle tristi realt  del
mondo,  e all'et di sedici anni lo fece sposare. Siddharta,  per,
riusc  a  eludere la sorveglianza dei guardiani  del  giardino  e,
uscendone,  fece  una  serie  di incontri  "negativi"  (un  vecchio
decrepito,  un malato grave, un cadavere, un asceta  con  la  testa
rasata  e con indosso una tunica gialla). Il giovane si rese  conto
di  essere  destinato  come tutti gli uomini alla  vecchiaia,  alla
malattia e alla morte e pens di trovare nell'ascesi la via per  la
liberazione  dal  dolore. Dopo molti anni di severo  ascetismo,  si
convinse  che  la  liberazione dal dolore non  passava  n  per  la
soddisfazione dei desideri n per l'ascetismo rigoroso. Allora egli
si  concentr  sulla ricerca delle cause della sofferenza  ed  ebbe
l'illuminazione:  divenne Budda, "l'illuminato".  Nel  Parco  delle
Gazzelle della citt di Benares pronunzi il suo primo sermone dopo
l'illuminazione e insegn la via del Sentiero di Mezzo.

Confucio  (tra  il  551  e  il  479  avanti  Cristo,  secondo  la
tradizione).   Nato povero, entr come funzionario al  servizio  di
Lu,  sovrano  dello stato cinese. Fece carriera,  e  raggiunse  una
posizione sociale elevata. In seguito

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a  intrighi politici fu costretto all'esilio e si present presso i
diversi  sovrani  locali cercando di convertirli  alle  sue  teorie
miranti  alla crescita di una societ basata su rapporti  giusti  e
armonici.   Deluso   dalle  loro  risposte  negative,   si   dedic
all'insegnamento privato, radunando intorno a s molti discepoli.

al-Farabi  Abu (870-950).  Nato in Turkestan, quindi  di  origine
turca,  mor a Damasco. Insegn all'Universit di Baghdad. Nel  942
si  trasfer  presso  il sovrano di Aleppo.  Ebbe  rapporti  con  i
filosofi cristiani di Baghdad.

Filone    di    Alessandria    (20    avanti    Cristo-50    dopo
Cristo).  Filosofo ebreo ( noto infatti anche come Filone l'Ebreo)
visse  ad  Alessandria. Scriveva in greco, rivolgendosi soprattutto
al  mondo culturale greco, per il quale produsse un'interpretazione
della Bibbia in termini allegorici.

ibn Gabirol Shelomo (Avicebron) (1020-1069).  Visse in Spagna. La
sua  opera principale, tradotta in latino con il titolo Fons vitae,
  stata  ritenuta dal Medioevo fino al secolo scorso opera  di  un
arabo convertito, indicato con il nome di Avicebron (o Avencebrol o
Avicebrol).  L'attribuzione della sua  opera  a  un  arabo  si  pu
spiegare  con  il  fatto  che  ibn Gabirol,  sebbene  fosse  ebreo,
scriveva in arabo.

al-Ghazali Abu (1058-1111).  Di origine iraniana, fu nominato nel
1091   professore  all'Universit  di  Baghdad.  Assunse  posizioni
scettiche  e  condusse vita errabonda come derviscio  (mendicante).
Tornato  a  Baghdad,  si  dedic,  oltre  che  alla  stesura  della
Distruzione  dei filosofi, alla composizione della sua  monumentale
opera  La  rivivificazione delle scienze religiose. Parte dei  suoi
scritti venne tradotta in latino gi a partire dal 1150.

al-Kindi   Abu   (?-870  circa).   Nato  a   Bassora,   nell'Iraq
meridionale,  mor a Baghdad. Oltre che di filosofia si  occup  di
molteplici  aspetti  del  sapere  scientifico,  in  particolare  di
ottica.  In campo strettamente filosofico scrisse numerosi commenti
alle opere di Aristotele.

Lao-Tze   (sesto-quinto   secolo  avanti   Cristo,   secondo   la
tradizione).  Si dubita della sua reale esistenza storica.  Sarebbe
contemporaneo di Confucio, anche se un po' pi giovane di lui. Lao-
Tze, il cui nome significa vecchio maestro,  ritenuto il fondatore
del  taoismo, che si pose in contrapposizione al confucianesimo  ed
ebbe grande influenza nella cultura cinese.

Maimon Mois ben (latinizzato in Maimonide) (1135-1204).  Nato  a
Cordoba,  mor  a Il Cairo. Ebreo spagnolo, si occup  di  medicina
oltre che di filosofia. Quando gli Almohadi (una dinastia musulmana
di  origine  berbera che domin la Spagna tra il  dodicesimo  e  il
tredicesimo secolo) iniziarono una persecuzione contro  gli  Ebrei,
egli  si rifugi prima in Marocco, quindi in Palestina e infine  in
Egitto, dove esercit la professione di medico.

Maometto  (570-632).   Nato alla Mecca,  mor  a  Medina.  E'  il
fondatore dell'Islam. Da giovane faceva il cammelliere al  servizio
di  Khadigia, una ricca vedova che divenne sua moglie.  All'et  di
quarant'anni,  secondo  la  tradizione,  gli  apparve   l'arcangelo
Gabriele,  che  gli  rivel le Verit che avrebbero  costituito  il
Corano. Quando cominci a predicare la nuova dottrina religiosa  si
procur  l'ostilit dei ricchi mercanti della  Mecca;  nel  622  fu
costretto  all'emigrazione (egira) a Medina (da questa data  inizia
il  calendario islamico). A Medina, circondato da un numero  sempre
pi  grande di fedeli, egli costitu la comunit politico-religiosa
dell'Islam.  Nel  630 i seguaci di Maometto, dopo  scontri  armati,
conquistarono La Mecca.

Patanjali.  Grammatico di lingua sanscrita, fu autore di aforismi
che  indicano  le  fasi per raggiungere gli obiettivi  dello  Yoga.
Sulla  sua  vita non si hanno praticamente notizie e anche  la  sua
collocazione  cronologica  estremamente  incerta:  dal  quinto  al
secondo secolo avanti Cristo

ibn  Rushd  Abu (Averro) (1126-1198).  Nato a Cordoba,  mor  in
Marocco.  Si  occup,  oltre che di filosofia,  di  medicina  e  di
diritto. La sua fama  legata soprattutto ai commenti alle opere di
Aristotele, grazie ai quali i testi del filosofo greco cominciarono
a  essere conosciuti nella loro interezza nell'Occidente cristiano.
Al Commento piccolo (1169-1178), in cui espone in maniera sintetica
il  contenuto  dei testi aristotelici, fecero seguito  il  Commento
medio,  dove i testi oltre ad essere riassunti sono anche discussi,
e, dopo il 1180, il Grande commento, in cui il testo aristotelico 
riportato integralmente e commentato frase per frase.

Shamkara  (o Sankara) (788-820).  Questo filosofo  indiano    il
primo  grande  esponente  della  scuola  Vedanta.  Ancora  oggi   
considerato  il  maestro della mediazione tra le varie  confessioni
religiose dell'induismo.

ibn  Sina Abu (Avicenna) (980-1037).  Visse in Persia e fu medico
e  filosofo. La sua grande opera di medicina, il Canone, una  vasta
enciclopedia   medica   in  cinque  libri,   fu   notissima   anche
nell'Occidente cristiano,

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dove  influenz lo studio della medicina almeno fino al  sedicesimo
secolo.  Dal punto di vista strettamente filosofico, nel suo  Libro
della  guarigione (in latino Liber sufficentiae) espone, anche  qui
in  forma  enciclopedica,  la filosofia  aristotelica,  trattandola
secondo gli argomenti: logica, fisica, matematica e metafisica. Per
le  sue  dottrine  filosofiche entr in contrasto con  la  teologia
musulmana ortodossa.

